ABCD ieri, oggi e domani

Frammenti di storia dell’ABCD (4 cortometraggi)

Ad un cenno del presidente il socio più vicino alla porta preme sull’interruttore e spegne la luce.
È buio e le proiezioni possono finalmente iniziare.

La genesi (I cortometraggio)

L’assemblea costitutiva dell’associazione bellinzonese dei cinedilettanti (ABCD) ha luogo il 27 marzo 1952 presso l’Albergo Croce Federale.
L’iniziativa è dei signori Renzo D’Apuzzo, Franco Bernardoni, Aldo Canova, Tonino Borsa, Enrico Conti e Renato Torre.
Alla riunione costitutiva partecipano anche Emilio Brenni, Olinto Carmine e Carletto Piccaluga.

Gli utensili della storia antica (II cortometraggio)

La cinepresa ha l’obiettivo a fuoco fisso. Le più complicate sono munite di una torretta a tre obiettivi. La carica è a molla.
Si filma su pellicole in bianco e nero, larghe 16 mm, lunghe 7 metri e mezzo. Durante le riprese la pellicola resta impressionata a metà: da cima a fondo, ma solo su una larghezza di 8 mm. La bobina viene estratta dalla cinepresa e nuovamente reinserita sull’asse trainante. Nel corso di questa delicata operazione, è consigliabile non far prendere luce alla pellicola. È pronta per essere nuovamente impressionata da capo a coda, ma questa volta dall’altro lato, sui restanti 8 mm di larghezza.

Si costruiscono titolatrici in metallo, in legno, in cartone (funzionano a meraviglia) e tralicci a rotelle per effettuare le carrellate. C’è persino chi già s’inventa gli effetti speciali.
Quando le riprese sono terminate, si sviluppa la pellicola. La stanza da bagno è il laboratorio ideale per questa delicata operazione. Successivamente occorre tagliare, con una lametta da rasoio e per il lungo, la pellicola larga 16 mm, in modo da ottenerne due strisce da 8 mm e un film di 15 metri.
La costruzione artigianale di una moviola e l’acquisto di un’incollatrice consentono il montaggio delle riprese.
Finalmente, con un proiettore muto e a fuoco fisso, si può mostrare agli amici il prodotto finito. Si usa una parete più o meno bianca (nei casi migliori un telone avvolgibile appeso ad un chiodo) e, nel locale buio, la magia non manca mai.

Gli utensili del medioevo o età di mezzo (III cortometraggio)

Arrivano le grandi novità.
Le cineprese hanno un motore elettrico, la messa a fuoco manuale, lo zoom, il microfono e l’esposimetro incorporato. Alcune dispongono addirittura di tre velocità di ripresa (18, 24 e 36 fotogrammi per ogni secondo). Altre consentono il ribobinaggio parziale, per effettuare le dissolvenze. La pellicola è ancora lunga 15 metri, ma ora si chiama Super 8 ed è contenuta in una cassetta da inserire nelle cineprese. Registra immagini a colori che si possono sonorizzare.
Terminate le riprese, bisogna spedire la pellicola ad un laboratorio specializzato che la sviluppa e dopo circa una settimana la restituisce al mittente. Le moviole si acquistano: ve ne sono a manovella, ma anche elettriche.
Le incollatrici restano incollatrici, ma i cinedilettanti producono film a colori, con commento musicale e parlato. Lo schermo abbandona il muro e si regge in piedi da solo. I proiettori sono più luminosi e possono avere messa a fuoco,zoom, velocità di proiezione multipla, retromarcia e fermo immagine.
Si potrebbe essere del tutto felici se un altro frutto del progresso tecnologico non desse qualche preoccupazione. Si diffonde la televisione e in un numero sempre crescente di case arrivano le sue immagini in movimento. I cinedilettanti la vivono come una concorrente:
li infastidisce la varietà della sua offerta, ma soprattutto la sua facilità e velocità di produzione. Restano a loro favore la qualità delle immagini e la grandezza dello schermo.

Gli utensili della storia contemporanea (IV cortometraggio)

Il cinedilettante è diventato videodilettante e la concorrente di ieri è ora una sua preziosa alleata. Le telecamere, prima analogiche e poi digitali, registrano le immagini da presentare ai soci e agli amici. Tutto sembra essere più facile. Le telecamere digitali sono diventate sempre meno ingombranti e appena terminate le riprese è possibile visionarle, ovunque ci si trovi. Ritornati a casa si estrae dalla telecamera la cassetta registrata e s’importano le immagini nel calcolatore.

Può iniziare il lavoro di montaggio e sonorizza-zione con l’ausilio di piste video, tracce audio, CD, transizioni, effetti speciali. Il lavoro è sempre virtuale, quindi provvisorio e modificabile all’infinito. Quando finalmente l’operatore è soddisfatto del suo prodotto, può esportarlo dal calcolatore e registrarlo su cassetta.

Il video può essere visionato sullo schermo di un televisore o affidato ad un videoproiettore che lo presenta agli spettatori in grande formato sul caro vecchio schermo che si usava per i film.

Un’altra minaccia si profila però all’orizzonte:

la chiamano “La rete” e consente a chiunque di collegarsi con milioni di persone sparse nel mondo, per ricevere e inviare messaggi. In un batter d’occhio su di essa possono spostarsi, anche da un continente all’altro, messaggi scritti, fotografie, disegni, filmati, suoni e musiche. La trasmissione e la ricezione di tutto ciò avviene stando comodamente seduti a casa propria  davanti al calcolatore. Fortunatamente ancora una volta il videodilettante raccoglie la sfida e dimostra la propria grande capacità di sapersi adattare all’evoluzione dei tempi. L’ABCD ha già un suo sito (www.abcdvideo.ch al dialogo interno e ai contatti personali con l’esterno si affianca l’opportunità di un collegamento virtuale più immediato e più vasto, con le associazioni di videodilettanti del Ticino, della Svizzera e del resto del mondo. Siamo certi che alla rete verrà accordata l’importanza che merita e che sarà sempre più uno strumento prezioso di crescita individuale e sociale.

Le proiezioni sono terminate e nel locale ritorna la luce.

Questa sera però, per una volta, i presenti non discuteranno i filmati appena proiettati.

Non c’è dibattito, perché ognuno di loro ha in mano una copia della Rivista di Bellinzona e tutti sono immersi nella lettura di quel breve articolo, dove si parla di loro, dell’ABCD e della sua storia.

Gianni Mengoni

Il motore dell’associazione è il nostro comitato

Comitato ABCD

Virgilio Artioli
Virgilio ArtioliPresidente
Maurizio Petralia
Maurizio PetraliaVicepresidente
Giovanni Beltraminelli
Giovanni BeltraminelliSegretario
Alberto Fumagalli
Alberto FumagalliCassiere
Nicola Albergati
Nicola AlbergatiArt director
Luigi Donato
Luigi DonatoResponsabile comunicazione

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Ottobre 2006, Rivista di Bellinzona